Due mondi

Anima italiana, indirizzo a Charleston.

Perché un caffè di un paese di porto ligure è finito nel Lowcountry, e perché è meno strano di quanto sembri.

Il legame

Charleston ha già una sorella italiana.

Nel 1977 il compositore Gian Carlo Menotti fondò a Charleston un festival, gemello americano di quello che dirigeva a Spoleto, in Umbria. Scelse la città per le sue strade antiche, le chiese e i teatri, e per una misura che si attraversa a piedi.

Più tardi Spoleto è diventata città gemella di Charleston. Il legame era vero molto prima che qualcuno inventasse un caffè dove sedersi.

Illustrazione di Tino accovacciato con una chiave inglese accanto allo scooter rosso numero 62, davanti alla porta chiusa del caffè
Cosa hanno in comune

La stessa mazzetta di colori, con un oceano in mezzo.

  • Pastelli sull’acqua

    Rainbow Row e un porto ligure potrebbero usare la stessa mazzetta di colori.

  • La piazza

    A Charleston la veranda laterale si chiama piazza. La parola italiana era già di casa.

  • Ferro e persiane

    Ciottoli, campanili, balconi in ferro battuto e fioriere alle finestre: una città di porto da tutte e due le parti.

  • Il ritmo

    Giornate scandite dal caldo, pranzi lunghi, la passeggiata della sera. Qui bella vita non ha bisogno di traduzioni.

Rivenditori e mercati

Ancora nessuno scaffale.

Quando un negozio di Charleston avrà i sacchetti, lo trovi su questa pagina, con accanto i giorni di mercato. Fino ad allora l’unico banco è online, ed è sempre aperto.