Anima italiana, indirizzo a Charleston.
Perché un caffè di un paese di porto ligure è finito nel Lowcountry, e perché è meno strano di quanto sembri.
Charleston ha già una sorella italiana.
Nel 1977 il compositore Gian Carlo Menotti fondò a Charleston un festival, gemello americano di quello che dirigeva a Spoleto, in Umbria. Scelse la città per le sue strade antiche, le chiese e i teatri, e per una misura che si attraversa a piedi.
Più tardi Spoleto è diventata città gemella di Charleston. Il legame era vero molto prima che qualcuno inventasse un caffè dove sedersi.

La stessa mazzetta di colori, con un oceano in mezzo.
Pastelli sull’acqua
Rainbow Row e un porto ligure potrebbero usare la stessa mazzetta di colori.
La piazza
A Charleston la veranda laterale si chiama piazza. La parola italiana era già di casa.
Ferro e persiane
Ciottoli, campanili, balconi in ferro battuto e fioriere alle finestre: una città di porto da tutte e due le parti.
Il ritmo
Giornate scandite dal caldo, pranzi lunghi, la passeggiata della sera. Qui bella vita non ha bisogno di traduzioni.
Ancora nessuno scaffale.
Quando un negozio di Charleston avrà i sacchetti, lo trovi su questa pagina, con accanto i giorni di mercato. Fino ad allora l’unico banco è online, ed è sempre aperto.


